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albertolupi

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 Blog personale di Albert Lupi, nato a Ferrara italia a met del secolo passato Personal BLOG by Alberto Lupi, born in the mid of the last century in Ferrara ITALY
31.01.2004
Sempre più Francesi, ed incazzati

Non appare molto, sui giornali italiani relativamente ai fatti che hanno coinvolto un giornale che in Francia è simile al nostro Avvenire, La Croix. continua...

scritto da albertolupi alle ore 09:20 commenta    leggi commenti (0)
31.01.2004
89 per cento

Cè una cosa che si può chiamare "la maledizione del dio" la minuscola testimonia che si parla degli dei classici e non dellEterno. È avere ragione troppe volte. continua...

scritto da albertolupi alle ore 08:59 commenta    leggi commenti (2)
27.01.2004
Gladiator & Commander

COME TUTTI SANNO OGGI E LA GIORNATA DELLA MEMORIA

Evito di mettere tutte le ragioni per cui non partecipo, sarebbe indecoroso ma questa pagina non se ne occuperà: non ho bisogno di fare un monumento per dimenticare un po' più in fretta, espressione di un noto cantante che mi pare adattissima. continua...

scritto da albertolupi alle ore 08:57 commenta    leggi commenti (0)
26.01.2004
DIFFICOLTA'

Credo abbiate potuto notare che vi sono alcune difficoltà di gestione. Spero siano facilmente rimediabili

scritto da albertolupi alle ore 12:20 commenta    leggi commenti (0)
26.01.2004
deliri

La parola delirio deriva da un'espressione latina che significa uscire dal solco. Cerano una volta i comunisti. Unico loro difetto nellessere comunisti era di non mangiare i bambini. Per il resto avevano tutti i difetti immaginabili. Garanzia di questaffermazione sono le dichiarazioni di Bertinotti, Veltroni, DAlema e quindi non le sottoporremo a verifica. Dato che avevano amore per i loro bambini furono sconfitti dai biechi capitalisti che potevano riempire i loro bambini di cioccolata, hamburger e patatine. I dietologi invece consigliavano la dieta sovietica di cavolo nero. continua...

scritto da albertolupi alle ore 12:19 commenta    leggi commenti (0)
23.01.2004
bonolis chi?

Repubblica si lamenta che <<Il bombardamento quotidiano di Greggio e Iacchetti, tra un balletto delle Veline e una telepromozione, ormai ha consolidato nella coscienza collettiva dei telespettatori l'idea che sia tutto un imbroglio, dai quiz di Bonolis al programma della D'Eusanio, dal reality-show sui vip che fanno i benzinai alle liti in diretta tra ex fidanzati>> questo il 20 gennaio. Essendo privo di televisione (spiegherò perchè, un giorno o l'altro) il mio è un commento disinteressato, spero. continua...

scritto da albertolupi alle ore 13:09 commenta    leggi commenti (0)
20.01.2004
dell'acqua che non macina

Conquista della filosofia greca fu lo stabilire che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume. Conquista di una verità che ha la stessa solidità duna vittoria di Pirro perché sottintende che il fiume è fatto dalle molecole dacqua che sono in quel momento in quel punto e non dal flusso dellacqua che è indipendente, il flusso, da quale acqua essa in particolare sia. [...] Ma noi ammiriamo gli antichi per essere antichi, non per i loro risultati. Potremmo ammirare il Colosseo se ricordassimo le vittime? Le Piramidi senza dimenticare il culto della personalità che ne è alla base? Od il Partenone, se non dimentichiamo che fu costruito con una distrazione di fondi? Tra laltro si trattava di quelli che la lega aveva dato ad Atene per la difesa, al termine della costruzione del tempio situata da 447 a.e.v. al 432 la città dAtene fu coinvolta 431-404, nelle guerre Peloponneso che segnò la fine del predominio dAtene sullAttica. In fondo Pericle fu bravissimo ad affondare la sua nazione, è esaltato a scuola solamente perché si procurò della buona stampa. Ma questa è unaltra storia.

Anche la passione romana per le terme causò una catastrofe ecologica, ci assicura Piero Angela. E se la Grande Muraglia fece deviare i popoli della steppa verso limpero romano, quindi fece un danno.

Ma se non si può entrare due volte nello stesso fiume, resta unaltra verità, molto più rilevante si entra nel fiume (in ogni fiume) sempre allo stesso modo. È diventata ormai barzelletta la foga antigiudaica di Giorgio Bocca: la racconterò anchio, dopo.

Ma adesso voglio richiamare la vostra attenzione, o distinti 24 su una persona che fu un compagno davventura del Maestro del Pedaltore Ayatollah. In questi giorni sono passati cento anni dalla nascita di Giorgio La Pira, figura di grande rilievo nel cattolicesimo italiano (e conseguentemente mondiale) del Novecento. Con velocità inferire a Madre Teresa anchegli è sulla strada degli altari. Il postulatore della sua causa di beatificazione, infatti, non esita a paragonarlo a madre Teresa di Calcutta e a Charles de Foucauld. Non ho nulla contro il secondo, ma con la prima andiamo bene!

La Pira in vita soprattutto un politico (sindaco di Firenze), fautore non isolato delle iniziative di dialogo con i capi comunisti di Mosca, e di altrettanto non isolate iniziative contro i propugnatori della libera economia.

Su questo primo punto, dunque, la figura di La Pira è consegnata sostanzialmente al passato, almeno per quanto riguarda il suo ingenuo confidare in Krusciov. La Pira alimentò fortemente la mitizzazione di Krusciov. Le sue lettere, i suoi discorsi, le sue visite di là dalla "cortina di ferro" contribuirono ad associare il regime kruscioviano alla leggenda di dialogo e di pace dei primi anni Sessanta, accanto alle figure altrettanto mitizzate di Giovanni XXIII e di Kennedy. Mio zio Francesco, il vero comunista di famiglia aveva il quadretto di Papa Giovanni e di Kennedy, tratto dalla domenica del corriere, ma sembrava avere dimenticato laltro K. Infatti, se da noi il periodo a cavallo degli anni 60 era il periodo dei due Giovanni (Gronchi ed il papa, ne canta Guccini ma lidea è dell'editore di Montanelli), il resto del mondo la viveva allombra di K & K

Poco importava che come sostiene lattuale patriarca della Chiesa ortodossa di Mosca, fosse proprio quello di Krusciov "il periodo forse più terribile di persecuzioni e repressioni mirate a far morire la Chiesa". Se crepa la chiesa ortodossa che ccè frega ad un cattolico?

Ma il pensiero di La Pira continua ad essere di forte attualità. La sua avversione al libero mercato ispira tuttora una larga parte dei cattolici e della stessa gerarchia della Chiesa. È di prossima pubblicazione lepistolario di La Pira ai papi dal sito di S. Magister recupero una di queste, e ne sforbicio due passaggi.

<< Beatissimo Padre, [così la lettera di Giorgio La Pira a Pio XII del 1 maggio 1958 come è stata anticipata dal "Corriere della Sera" del 3 gennaio 2004:]

[...] gli insegnamenti della Chiesa parlano chiaro: la condanna del liberalismo economico (e non soltanto economico) è estremamente chiara e decisa! Il tossico della civiltà, la causa del comunismo è espresso ed è contenuto in questo tessuto di "norme liberali" che hanno come radici il "bellum omnium contra omnes" ("homo homini lupus!").

Sapete, Beatissimo Padre, la forza davvero demoniaca del denaro accentrato in poche mani! [...]

Beatissimo Padre, [con Beatissimo Padre inizia ogni capoverso e passa a prendersela con Luigi Sturzo trattato come un idiota, ma oramai il fondatore del Partito Popolare era sul viale del tramonto, anche politico fatto fuori da Moro e Fanfani, infatti alla lettura dei pensieri di Sturzo ] noi sentiamo una amarezza profonda! Ma non esiste, non esiste, non esiste, questo "libero mercato" a cui si fa sempre ricorso, come se fosse un principio teologale! [teologale significa semplicemente "attinente alla teologia", non si capisce a che pro sia usato] Non è vero in teoria e non esiste in pratica: ciò che esiste in pratica è il triste fenomeno della disoccupazione e della incertezza delloccupazione: due atti dovuti essenzialmente alla strutturazione liberale delleconomia e della finanza [infatti prima dellesistenza della finanza moderna tra i servi della gleba, la disoccupazione non esisteva: chissà per quale ragione si dicesse poi che laria di città rende liberi]. [...] Beatissimo Padre: si vuole sradicare il "socialismo"? Si vogliono riprendere le "masse" umane e fare che esse ritornino nellorbita integralmente cristiana? Altra via dopo quella della preghiera non cè: mutare le strutture economiche, fare otri nuovi, assicurare il pane e la dignità dei lavoratori. Si creerà così una società più giusta ove la grazia del Signore, ove lamore del Signore, potrà circolare più rapidamente, più liberamente. [...] Beatissimo Padre, sapeste come è diffuso questo male le cosi dette "leggi" delleconomia liberale! Fa una pena immensa questa ignoranza che non è solo di natura teologica e filosofica, ma anche di natura specificatamente tecnica ed economica! Purtroppo le conseguenze di questa ignoranza sono gravi per la società e per la Chiesa; perché la radice del comunismo è, in sostanza, qui! [E adesso viene il colpo di genio:] Sradicare il mondo liberale, sradicare i principi liberali; sradicare la mentalità liberale; dare il senso cristiano, "comunitario", della società, della nazione, del mondo; altra via, per sradicare il comunismo, non cè. [...] Noi, Beatissimo Padre, lotteremo senza tregua contro questo cancro sociale che ha "secolarizzato" la civiltà e la ha condotta esso! sul ciglio dellabisso. San Giuseppe ci aiuti; la dolce Maria nostra Madre ci aiuti; e Voi, Beatissimo Padre, paternamente benediteci>>. La Madonna dovrebbe anche essere così gentile da locupletarci di come si possano conciliare tal foga anticomunista col delirio dammirazione per il segretario del PCUS, ma i casi sono due, in fondo neppure mutuamente escludentesi, ai santo non serve la logica e/o a La Pira stava tanto sul c il liberalismo che ogni dittatore va bene. 50 anni dopo anche Saddam Hussein.

Daltra parte, tutta questa foga per la difesa dei poveri cristi deriva dalla paura del comunismo. Sarà che sto fumando una Gaoloise brun, ma mi sovviene lidea che la descrizione della disgrazia del disoccupato è prerogativa della letteratura inglese dell800, mica dei promessi sposi, lespressione <<road to Whygan Pier>> non ha traduzione nella nostra lingua

Il 1954, aveva visto lo scontro tra lo stesso La Pira, allepoca sindaco di Firenze, e il presidente degli industriali italiani, Angelo Costa, uno dei "cattolici con in mano le leve delleconomia" biasimati da La Pira, ed un altro tra La Pira e don Luigi Sturzo, il fondatore nel 1919 del Partito popolare esule a Londra negli anni del fascismo, sostenitore convinto del liberalismo economico di tipo anglosassone. Di fatto, a seguito delle decisioni prese dalla DC dellepoca, in quegli anni a vincere non fu il liberismo di Costa e di don Sturzo, ma lo statalismo di La Pira e del suo amico di cui ci siamo già occupati: Giuseppe Dossetti.

"La sconfitta della linea di Sturzo è stata una iattura per il mondo cattolico e la causa di anni di ritardo sulla strada di una sana politica" afferma cinquantanni dopo Dario Antiseri, che è definito filosofo cattolico e che dovrebbe essere un esperto giacché ha curato la pubblicazione del carteggio tra La Pira, Costa e Sturzo.

Sempre con un senno di poi di cui sono piene fosse di manzoniana memoria uno specialista in storia della Chiesa ed editorialista dell"Osservatore Romano", Giorgio Rumi (altro intellettuale cattolico di spicco) ha criticato il "pregiudizio anti-industriale e antimoderno" di La Pira osservando che: "Al fondo cè De Maistre (per quel che capisco si riferisce al diplomatico e filosofo savoiardo teorico del potere assoluto dei sovrani un quadro di subordinazione del potere temporale alla chiesa), la negazione del mondo moderno, del valore della libertà, del rischio, delliniziativa personale che fanno parte della cultura cristiana. continua...

scritto da albertolupi alle ore 08:34 commenta    leggi commenti (0)
15.01.2004
chi semina...

spacerCè poco da essere allegri. In generale, stretto dalla mancanza di tempo io mi occupo del noto pedalatore, in forma politica e non violenta. E senza mai deflettere dal fatto che i problemi politici si affrontano con la politica, non con le bombe. Ma come sanno i miei 25 affezionati non è che io sia in fan del presidente del Consiglio, neanche di quello della Repubblica per la verità. Essendo impegnato a metter assieme una cosetta su La Pira per dimostrare il mio affetto al Ca. vi passso un pezzo ritrovato in rete con la speranza che il citare la fonte renda legale lusocontinua...

scritto da albertolupi alle ore 17:47 commenta    leggi commenti (1)
12.01.2004
oddio!
Quasi facevo la figura del coglione anch'io. consiglio di fare un giro su:
 
 
Non che sia una cosa da entusiasmarsi troppo, ma se andasse bene. Comunque Grande Emma (anche se non arriva a 1 e 60, credo)
scritto da albertolupi alle ore 12:25 commenta    leggi commenti (0)
10.01.2004
gli euro infelici, una nuova categoria

Secondo il Foglio del 9 1 04 una società specializzata in analisi di mercato (?) riporta che mentre nel 1999 solo il 30 per cento di cinquemila intervistati nei vari paesi europei era preoccupato per gli effetti dell'euro, gli scontenti a quattro anni di distanza sono il 59 per cento. continua...

scritto da albertolupi alle ore 14:30 commenta    leggi commenti (0)
09.01.2004
prodezze 2

Un paio di giorni or sono ho riportato larticolo del Telegraph in cui si discuteva una lettera al noto ciclista. Il mio modesto cappello ha ricevuto ben due commenti, e la cosa mi ha onorato.

Mi ha deluso che tali argomenti fossero etnici e non argomentati. Quello che si chiama argomentun ad hominem, o hominum (?) il mio latino è zero purtroppo, è una tipica fallacia logica. Ma queste sono le pene del blogger. continua...

scritto da albertolupi alle ore 13:07 commenta    leggi commenti (0)
08.01.2004
african genesis, a vindication

Nel 2002 mi capitò tra le mani "African Genesis A Personal Investigation into the Animal Origins and Nature of Man". Autore è Robert Ardrey. Robert Ardrey è uno scrittore di teatro, per quello che ne so e nel 1960 circa si dedicò all scrittura di questo libro. Ad esso seguì un altro, che più o meno sintitola <<Limperativo territoriale>>. Questultimo non lo ho ancora finito, anche perché non so dove sia: troppi traslochi.

Il modo in cui arrivai a leggerlo è curioso. Era uno dei titoli di libri elencati nella biografia fittizia di Nero Wolfe, per caso lo trovai alla vendita dei libri usati e incuriosito lo acquistai, per 25 cent.

La tesi dl libro è antiRusseauiana, luomo non è un pacifico traviato dalla società ma un bellicoso frenato, di tanto in tanto dalla civiltà. continua...

scritto da albertolupi alle ore 13:48 commenta    leggi commenti (0)
07.01.2004
ultime PRODezze

Come i miei lettori hanno notato io non uso mai il nome di Romano Prodi. Il mio punto di vista è che la lotta politica si fa sulle idee e non sulle persone. I recenti attacchi al ciclista ed alle istituzioni europee non posono che confortarmi in questa idea. Troverete qui sotto un articolo, fonte il Financial Times, sul nostro (ahimè) presidente della commissione europea. Temo abbia fatto molti più danni lui che il nostr presidente del consiglio. continua...

scritto da albertolupi alle ore 13:50 commenta    leggi commenti (2)
02.01.2004
Kalironia
Kalicronia vuole dire buon anno in greco. Tra una pioggia e l'altra, vi mando un saluto. P.S. Non e' che anche qua il nostro euro faccia una bella impressione: dicono che l'effetto che da noi e' il raddoppio dei prezzi qua si faccia sentire 3,4 volte. Ma forse sono solo chiacchiere da bar. E i prezzi sono sempre stati astronomici
 
scritto da albertolupi alle ore 13:13 commenta    leggi commenti (0)
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Frase:
  "Ai profeti non piace il reale che superi ogni profezia: il mondo ha pi� risorse di noi" Peguy, �L�adeguamento del pensatore pi� profondo dell�epoca al passo assordante dei battaglioni bruni in marcia costituisce una sconfitta catastrofica della filosofia, una vergogna storica su scala mondiale, una bancarotta dello stesso pensiero filosofico� Hans Jonas su Heidegger, "Vous noterez que par le monde y a beaucoup plus de couillons que d�hommes. Noterete che nel mondo ci sono pi� coglioni che uomini." Rebelais, "Un uomo che cede bench� abbia ragione, o � saggio o � sposato." Edward Estlin Cummings, "Il progresso appare sempre pi� grande di quello che �" Wittgenstein, �Tota philosophorum vita commentatio mortis est (tutta la vita dei filosofi � una meditazione della morte)� Cicerone, �Anche i re, i filosofi defecano, e pure le dame� Montaigne, �Tout le malheur de l�homme vient d�une seule chose, qui est dene savoir pas demeurer au repos dans une chambre� Pascal, "L�adulto � nemico del bambino, avendo egli subito l�orrido processo di civilizzazione che ha annullato quanto era, un animale privo di educazione, di ogni senso morale" Roald Dahl, "Se non richiesto, anche il soccorso del buon samaritano � una violenza" Vittorio FELTRI Talk low, talk slow and don’t say too much. John Wayne

 


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