Conquista della filosofia greca fu lo stabilire che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume. Conquista di una verità che ha la stessa solidità duna vittoria di Pirro perché sottintende che il fiume è fatto dalle molecole dacqua che sono in quel momento in quel punto e non dal flusso dellacqua che è indipendente, il flusso, da quale acqua essa in particolare sia. [...] Ma noi ammiriamo gli antichi per essere antichi, non per i loro risultati. Potremmo ammirare il Colosseo se ricordassimo le vittime? Le Piramidi senza dimenticare il culto della personalità che ne è alla base? Od il Partenone, se non dimentichiamo che fu costruito con una distrazione di fondi? Tra laltro si trattava di quelli che la lega aveva dato ad Atene per la difesa, al termine della costruzione del tempio situata da 447 a.e.v. al 432 la città dAtene fu coinvolta 431-404, nelle guerre Peloponneso che segnò la fine del predominio dAtene sullAttica. In fondo Pericle fu bravissimo ad affondare la sua nazione, è esaltato a scuola solamente perché si procurò della buona stampa. Ma questa è unaltra storia.
Anche la passione romana per le terme causò una catastrofe ecologica, ci assicura Piero Angela. E se la Grande Muraglia fece deviare i popoli della steppa verso limpero romano, quindi fece un danno.
Ma se non si può entrare due volte nello stesso fiume, resta unaltra verità, molto più rilevante si entra nel fiume (in ogni fiume) sempre allo stesso modo. È diventata ormai barzelletta la foga antigiudaica di Giorgio Bocca: la racconterò anchio, dopo.
Ma adesso voglio richiamare la vostra attenzione, o distinti 24 su una persona che fu un compagno davventura del Maestro del Pedaltore Ayatollah. In questi giorni sono passati cento anni dalla nascita di Giorgio La Pira, figura di grande rilievo nel cattolicesimo italiano (e conseguentemente mondiale) del Novecento. Con velocità inferire a Madre Teresa anchegli è sulla strada degli altari. Il postulatore della sua causa di beatificazione, infatti, non esita a paragonarlo a madre Teresa di Calcutta e a Charles de Foucauld. Non ho nulla contro il secondo, ma con la prima andiamo bene!
La Pira in vita soprattutto un politico (sindaco di Firenze), fautore non isolato delle iniziative di dialogo con i capi comunisti di Mosca, e di altrettanto non isolate iniziative contro i propugnatori della libera economia.
Su questo primo punto, dunque, la figura di La Pira è consegnata sostanzialmente al passato, almeno per quanto riguarda il suo ingenuo confidare in Krusciov. La Pira alimentò fortemente la mitizzazione di Krusciov. Le sue lettere, i suoi discorsi, le sue visite di là dalla "cortina di ferro" contribuirono ad associare il regime kruscioviano alla leggenda di dialogo e di pace dei primi anni Sessanta, accanto alle figure altrettanto mitizzate di Giovanni XXIII e di Kennedy. Mio zio Francesco, il vero comunista di famiglia aveva il quadretto di Papa Giovanni e di Kennedy, tratto dalla domenica del corriere, ma sembrava avere dimenticato laltro K. Infatti, se da noi il periodo a cavallo degli anni 60 era il periodo dei due Giovanni (Gronchi ed il papa, ne canta Guccini ma lidea è dell'editore di Montanelli), il resto del mondo la viveva allombra di K & K
Poco importava che come sostiene lattuale patriarca della Chiesa ortodossa di Mosca, fosse proprio quello di Krusciov "il periodo forse più terribile di persecuzioni e repressioni mirate a far morire la Chiesa". Se crepa la chiesa ortodossa che ccè frega ad un cattolico?
Ma il pensiero di La Pira continua ad essere di forte attualità. La sua avversione al libero mercato ispira tuttora una larga parte dei cattolici e della stessa gerarchia della Chiesa. È di prossima pubblicazione lepistolario di La Pira ai papi dal sito di S. Magister recupero una di queste, e ne sforbicio due passaggi.
<< Beatissimo Padre, [così la lettera di Giorgio La Pira a Pio XII del 1 maggio 1958 come è stata anticipata dal "Corriere della Sera" del 3 gennaio 2004:]
[...] gli insegnamenti della Chiesa parlano chiaro: la condanna del liberalismo economico (e non soltanto economico) è estremamente chiara e decisa! Il tossico della civiltà, la causa del comunismo è espresso ed è contenuto in questo tessuto di "norme liberali" che hanno come radici il "bellum omnium contra omnes" ("homo homini lupus!").
Sapete, Beatissimo Padre, la forza davvero demoniaca del denaro accentrato in poche mani! [...]
Beatissimo Padre, [con Beatissimo Padre inizia ogni capoverso e passa a prendersela con Luigi Sturzo trattato come un idiota, ma oramai il fondatore del Partito Popolare era sul viale del tramonto, anche politico fatto fuori da Moro e Fanfani, infatti alla lettura dei pensieri di Sturzo ] noi sentiamo una amarezza profonda! Ma non esiste, non esiste, non esiste, questo "libero mercato" a cui si fa sempre ricorso, come se fosse un principio teologale! [teologale significa semplicemente "attinente alla teologia", non si capisce a che pro sia usato] Non è vero in teoria e non esiste in pratica: ciò che esiste in pratica è il triste fenomeno della disoccupazione e della incertezza delloccupazione: due atti dovuti essenzialmente alla strutturazione liberale delleconomia e della finanza [infatti prima dellesistenza della finanza moderna tra i servi della gleba, la disoccupazione non esisteva: chissà per quale ragione si dicesse poi che laria di città rende liberi]. [...] Beatissimo Padre: si vuole sradicare il "socialismo"? Si vogliono riprendere le "masse" umane e fare che esse ritornino nellorbita integralmente cristiana? Altra via dopo quella della preghiera non cè: mutare le strutture economiche, fare otri nuovi, assicurare il pane e la dignità dei lavoratori. Si creerà così una società più giusta ove la grazia del Signore, ove lamore del Signore, potrà circolare più rapidamente, più liberamente. [...] Beatissimo Padre, sapeste come è diffuso questo male le cosi dette "leggi" delleconomia liberale! Fa una pena immensa questa ignoranza che non è solo di natura teologica e filosofica, ma anche di natura specificatamente tecnica ed economica! Purtroppo le conseguenze di questa ignoranza sono gravi per la società e per la Chiesa; perché la radice del comunismo è, in sostanza, qui! [E adesso viene il colpo di genio:] Sradicare il mondo liberale, sradicare i principi liberali; sradicare la mentalità liberale; dare il senso cristiano, "comunitario", della società, della nazione, del mondo; altra via, per sradicare il comunismo, non cè. [...] Noi, Beatissimo Padre, lotteremo senza tregua contro questo cancro sociale che ha "secolarizzato" la civiltà e la ha condotta esso! sul ciglio dellabisso. San Giuseppe ci aiuti; la dolce Maria nostra Madre ci aiuti; e Voi, Beatissimo Padre, paternamente benediteci>>. La Madonna dovrebbe anche essere così gentile da locupletarci di come si possano conciliare tal foga anticomunista col delirio dammirazione per il segretario del PCUS, ma i casi sono due, in fondo neppure mutuamente escludentesi, ai santo non serve la logica e/o a La Pira stava tanto sul c il liberalismo che ogni dittatore va bene. 50 anni dopo anche Saddam Hussein.
Daltra parte, tutta questa foga per la difesa dei poveri cristi deriva dalla paura del comunismo. Sarà che sto fumando una Gaoloise brun, ma mi sovviene lidea che la descrizione della disgrazia del disoccupato è prerogativa della letteratura inglese dell800, mica dei promessi sposi, lespressione <<road to Whygan Pier>> non ha traduzione nella nostra lingua
Il 1954, aveva visto lo scontro tra lo stesso La Pira, allepoca sindaco di Firenze, e il presidente degli industriali italiani, Angelo Costa, uno dei "cattolici con in mano le leve delleconomia" biasimati da La Pira, ed un altro tra La Pira e don Luigi Sturzo, il fondatore nel 1919 del Partito popolare esule a Londra negli anni del fascismo, sostenitore convinto del liberalismo economico di tipo anglosassone. Di fatto, a seguito delle decisioni prese dalla DC dellepoca, in quegli anni a vincere non fu il liberismo di Costa e di don Sturzo, ma lo statalismo di La Pira e del suo amico di cui ci siamo già occupati: Giuseppe Dossetti.
"La sconfitta della linea di Sturzo è stata una iattura per il mondo cattolico e la causa di anni di ritardo sulla strada di una sana politica" afferma cinquantanni dopo Dario Antiseri, che è definito filosofo cattolico e che dovrebbe essere un esperto giacché ha curato la pubblicazione del carteggio tra La Pira, Costa e Sturzo.
Sempre con un senno di poi di cui sono piene fosse di manzoniana memoria uno specialista in storia della Chiesa ed editorialista dell"Osservatore Romano", Giorgio Rumi (altro intellettuale cattolico di spicco) ha criticato il "pregiudizio anti-industriale e antimoderno" di La Pira osservando che: "Al fondo cè De Maistre (per quel che capisco si riferisce al diplomatico e filosofo savoiardo teorico del potere assoluto dei sovrani un quadro di subordinazione del potere temporale alla chiesa), la negazione del mondo moderno, del valore della libertà, del rischio, delliniziativa personale che fanno parte della cultura cristiana. continua...