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albertolupi

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 Blog personale di Albert Lupi, nato a Ferrara italia a met del secolo passato Personal BLOG by Alberto Lupi, born in the mid of the last century in Ferrara ITALY
 < chi semina... albertolupi bonolis chi? >
20.01.2004
dell'acqua che non macina

Conquista della filosofia greca fu lo stabilire che non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume. Conquista di una verità che ha la stessa solidità duna vittoria di Pirro perché sottintende che il fiume è fatto dalle molecole dacqua che sono in quel momento in quel punto e non dal flusso dellacqua che è indipendente, il flusso, da quale acqua essa in particolare sia. [...] Ma noi ammiriamo gli antichi per essere antichi, non per i loro risultati. Potremmo ammirare il Colosseo se ricordassimo le vittime? Le Piramidi senza dimenticare il culto della personalità che ne è alla base? Od il Partenone, se non dimentichiamo che fu costruito con una distrazione di fondi? Tra laltro si trattava di quelli che la lega aveva dato ad Atene per la difesa, al termine della costruzione del tempio situata da 447 a.e.v. al 432 la città dAtene fu coinvolta 431-404, nelle guerre Peloponneso che segnò la fine del predominio dAtene sullAttica. In fondo Pericle fu bravissimo ad affondare la sua nazione, è esaltato a scuola solamente perché si procurò della buona stampa. Ma questa è unaltra storia.

Anche la passione romana per le terme causò una catastrofe ecologica, ci assicura Piero Angela. E se la Grande Muraglia fece deviare i popoli della steppa verso limpero romano, quindi fece un danno.

Ma se non si può entrare due volte nello stesso fiume, resta unaltra verità, molto più rilevante si entra nel fiume (in ogni fiume) sempre allo stesso modo. È diventata ormai barzelletta la foga antigiudaica di Giorgio Bocca: la racconterò anchio, dopo.

Ma adesso voglio richiamare la vostra attenzione, o distinti 24 su una persona che fu un compagno davventura del Maestro del Pedaltore Ayatollah. In questi giorni sono passati cento anni dalla nascita di Giorgio La Pira, figura di grande rilievo nel cattolicesimo italiano (e conseguentemente mondiale) del Novecento. Con velocità inferire a Madre Teresa anchegli è sulla strada degli altari. Il postulatore della sua causa di beatificazione, infatti, non esita a paragonarlo a madre Teresa di Calcutta e a Charles de Foucauld. Non ho nulla contro il secondo, ma con la prima andiamo bene!

La Pira in vita soprattutto un politico (sindaco di Firenze), fautore non isolato delle iniziative di dialogo con i capi comunisti di Mosca, e di altrettanto non isolate iniziative contro i propugnatori della libera economia.

Su questo primo punto, dunque, la figura di La Pira è consegnata sostanzialmente al passato, almeno per quanto riguarda il suo ingenuo confidare in Krusciov. La Pira alimentò fortemente la mitizzazione di Krusciov. Le sue lettere, i suoi discorsi, le sue visite di là dalla "cortina di ferro" contribuirono ad associare il regime kruscioviano alla leggenda di dialogo e di pace dei primi anni Sessanta, accanto alle figure altrettanto mitizzate di Giovanni XXIII e di Kennedy. Mio zio Francesco, il vero comunista di famiglia aveva il quadretto di Papa Giovanni e di Kennedy, tratto dalla domenica del corriere, ma sembrava avere dimenticato laltro K. Infatti, se da noi il periodo a cavallo degli anni 60 era il periodo dei due Giovanni (Gronchi ed il papa, ne canta Guccini ma lidea è dell'editore di Montanelli), il resto del mondo la viveva allombra di K & K

Poco importava che come sostiene lattuale patriarca della Chiesa ortodossa di Mosca, fosse proprio quello di Krusciov "il periodo forse più terribile di persecuzioni e repressioni mirate a far morire la Chiesa". Se crepa la chiesa ortodossa che ccè frega ad un cattolico?

Ma il pensiero di La Pira continua ad essere di forte attualità. La sua avversione al libero mercato ispira tuttora una larga parte dei cattolici e della stessa gerarchia della Chiesa. È di prossima pubblicazione lepistolario di La Pira ai papi dal sito di S. Magister recupero una di queste, e ne sforbicio due passaggi.

<< Beatissimo Padre, [così la lettera di Giorgio La Pira a Pio XII del 1 maggio 1958 come è stata anticipata dal "Corriere della Sera" del 3 gennaio 2004:]

[...] gli insegnamenti della Chiesa parlano chiaro: la condanna del liberalismo economico (e non soltanto economico) è estremamente chiara e decisa! Il tossico della civiltà, la causa del comunismo è espresso ed è contenuto in questo tessuto di "norme liberali" che hanno come radici il "bellum omnium contra omnes" ("homo homini lupus!").

Sapete, Beatissimo Padre, la forza davvero demoniaca del denaro accentrato in poche mani! [...]

Beatissimo Padre, [con Beatissimo Padre inizia ogni capoverso e passa a prendersela con Luigi Sturzo trattato come un idiota, ma oramai il fondatore del Partito Popolare era sul viale del tramonto, anche politico fatto fuori da Moro e Fanfani, infatti alla lettura dei pensieri di Sturzo ] noi sentiamo una amarezza profonda! Ma non esiste, non esiste, non esiste, questo "libero mercato" a cui si fa sempre ricorso, come se fosse un principio teologale! [teologale significa semplicemente "attinente alla teologia", non si capisce a che pro sia usato] Non è vero in teoria e non esiste in pratica: ciò che esiste in pratica è il triste fenomeno della disoccupazione e della incertezza delloccupazione: due atti dovuti essenzialmente alla strutturazione liberale delleconomia e della finanza [infatti prima dellesistenza della finanza moderna tra i servi della gleba, la disoccupazione non esisteva: chissà per quale ragione si dicesse poi che laria di città rende liberi]. [...] Beatissimo Padre: si vuole sradicare il "socialismo"? Si vogliono riprendere le "masse" umane e fare che esse ritornino nellorbita integralmente cristiana? Altra via dopo quella della preghiera non cè: mutare le strutture economiche, fare otri nuovi, assicurare il pane e la dignità dei lavoratori. Si creerà così una società più giusta ove la grazia del Signore, ove lamore del Signore, potrà circolare più rapidamente, più liberamente. [...] Beatissimo Padre, sapeste come è diffuso questo male le cosi dette "leggi" delleconomia liberale! Fa una pena immensa questa ignoranza che non è solo di natura teologica e filosofica, ma anche di natura specificatamente tecnica ed economica! Purtroppo le conseguenze di questa ignoranza sono gravi per la società e per la Chiesa; perché la radice del comunismo è, in sostanza, qui! [E adesso viene il colpo di genio:] Sradicare il mondo liberale, sradicare i principi liberali; sradicare la mentalità liberale; dare il senso cristiano, "comunitario", della società, della nazione, del mondo; altra via, per sradicare il comunismo, non cè. [...] Noi, Beatissimo Padre, lotteremo senza tregua contro questo cancro sociale che ha "secolarizzato" la civiltà e la ha condotta esso! sul ciglio dellabisso. San Giuseppe ci aiuti; la dolce Maria nostra Madre ci aiuti; e Voi, Beatissimo Padre, paternamente benediteci>>. La Madonna dovrebbe anche essere così gentile da locupletarci di come si possano conciliare tal foga anticomunista col delirio dammirazione per il segretario del PCUS, ma i casi sono due, in fondo neppure mutuamente escludentesi, ai santo non serve la logica e/o a La Pira stava tanto sul c il liberalismo che ogni dittatore va bene. 50 anni dopo anche Saddam Hussein.

Daltra parte, tutta questa foga per la difesa dei poveri cristi deriva dalla paura del comunismo. Sarà che sto fumando una Gaoloise brun, ma mi sovviene lidea che la descrizione della disgrazia del disoccupato è prerogativa della letteratura inglese dell800, mica dei promessi sposi, lespressione <<road to Whygan Pier>> non ha traduzione nella nostra lingua

Il 1954, aveva visto lo scontro tra lo stesso La Pira, allepoca sindaco di Firenze, e il presidente degli industriali italiani, Angelo Costa, uno dei "cattolici con in mano le leve delleconomia" biasimati da La Pira, ed un altro tra La Pira e don Luigi Sturzo, il fondatore nel 1919 del Partito popolare esule a Londra negli anni del fascismo, sostenitore convinto del liberalismo economico di tipo anglosassone. Di fatto, a seguito delle decisioni prese dalla DC dellepoca, in quegli anni a vincere non fu il liberismo di Costa e di don Sturzo, ma lo statalismo di La Pira e del suo amico di cui ci siamo già occupati: Giuseppe Dossetti.

"La sconfitta della linea di Sturzo è stata una iattura per il mondo cattolico e la causa di anni di ritardo sulla strada di una sana politica" afferma cinquantanni dopo Dario Antiseri, che è definito filosofo cattolico e che dovrebbe essere un esperto giacché ha curato la pubblicazione del carteggio tra La Pira, Costa e Sturzo.

Sempre con un senno di poi di cui sono piene fosse di manzoniana memoria uno specialista in storia della Chiesa ed editorialista dell"Osservatore Romano", Giorgio Rumi (altro intellettuale cattolico di spicco) ha criticato il "pregiudizio anti-industriale e antimoderno" di La Pira osservando che: "Al fondo cè De Maistre (per quel che capisco si riferisce al diplomatico e filosofo savoiardo teorico del potere assoluto dei sovrani un quadro di subordinazione del potere temporale alla chiesa), la negazione del mondo moderno, del valore della libertà, del rischio, delliniziativa personale che fanno parte della cultura cristiana. [...] Trovo [in La Pira] una eco delle dottrine economiche prevalenti nel mondo cattolico degli anni Trenta e Quaranta, una specie di terzaforzismo tra capitalismo e comunismo, lillusione di un paese non libero, perché il governo delleconomia presuppone uno stato forte che non è tipico delle democrazie".

Insomma La Pira (è unosservazione mia, non degli autori riportati) era sic et simpliciter un fascista. Lavversione di La Pira alla libertà di mercato e di impresa, che continua ancor oggi a godere di largo consenso in campo cattolico ed ecclesiastico è eguale a quella dei politici del ventennio dinfausta memoria.

Insomma non cè nessuna differenza tra il suo odio anticapitalista e quello di Bocca: che oggi ha un diverso obiettivo agli occhi di alcuni: ieri guerriero ariano, oggi pacifista antiamericano, con lo stesso stile, lo stesso linguaggio. Ma se seguiamo le sue riflessioni in tema di guerra e pace non ci troviamo di fronte altro che al di passaggio dal complotto giudaico-massonico al complotto Yankee-berlusconico, con gli ebrei a fare da trait dunion.

Giorgio Bocca, La Provincia grande, 14 agosto 1942, accetta per buoni , "I protocolli dei Savi anziani di Sion" scrivendo un articolo da titolo "I protocolli dei Savi anziani di Sion. Documenti dellodio giudaico".

Il testo su cui mi baso io è tratto da: Giancarlo Lehner, Storia di un processo politico, Mondadori, 2003, pagina 26 e seguenti. Il libro è tuttora in circolazione quindi possiamo prendere per buona la versione ivi riportata. Una prima nota è dir che lautore è uno dei pubblicisti che soccupano della difesa di C. Previti. Una seconda nota è che "I Protocolli dei Savi Anziani di Sion" è un falso storico frutto della propaganda antisemita, redatto a cura della polizia zarista in Russia o da sedicenti <<esuli russi>> in Francia, allo scopo di giustificare i pogrom. I protocolli pretendono di narrare dun congresso sionista a Basilea del 1897 nel quale sarebbe stato elaborato un piano di dominio del mondo da parte degli ebrei tramite l'alta finanza e il terrorismo. Questo pamphlet fu sottoposto negli anni del primo dopoguerra a perizie giudiziarie che ne dimostrarono la falsità, ma continua a circolare quasi indisturbato, bandiera sempre efficace dei nazisti dell'altro ieri e dei neonazisti di oggi, ma anche di certi ambienti cari alle nostalgie fasciste della nostra Italia contemporanea, e dell'antisemitismo arabo (l'Arabia Saudita lo fa stampare in un numero cospicuo di lingue e lo distribuisce attraverso le sue ambasciate, ed alcuni siti Web arabi lo mettono a disposizione in versione integrale, insieme alle opere dei vari negazionisti alla Faurisson) è stato anche al centro di una modesta querelle alla biblioteca dAlessandria dEgitto. Per maggiori notizie controllate sul sito http://www.evangelici.net/notizie/1073571820.html dove è riportata linformazione "palestinese" sulla faccenda. Fossi sottoposto anchio a quel tipo dinformazione mi spaventa lidea

Ma riprendiamo Bocca, che come detto prima è davvero mitico. Io mi limito ad una brevissima citazione: <<Sono i Protocolli dei Savi Anziani di Sion un documento dellinternazionale ebraica contenente i piani attraverso cui il popolo ebreo intende giungere al dominio del mondo (...) Il lettore ariano rimane impressionato dinnanzi a unopera così macchinosa e gigantesca, così ammalata di criminalità con tanta tenacia e spaventosa perseveranza condotta attraverso i secoli da esseri che si sono sempre tenuti nellombra e al riparo di propri paraventi. (...) Gli ebrei preparano la Rivoluzione francese (...) lanciano allora il grido "Libertà, eguaglianza, fratellanza". La massa illusa e piena di speranza abbatte le solide istituzioni e prepara il campo a quelle forme di governo liberali e democratiche in cui gli ebrei, padroni delloro, divengono i dominatori. (...) Menti ebraiche preparano allora per i veramente ingenui unaltra più affascinante "utopia": il collettivismo. Cervelli ebraici dirigono la rivoluzione bolscevica, banchieri ebraici la finanziano. (...) Quando non esisteranno più nerbi di forza che si possano opporre, quando i popoli saranno esasperati dal fallimento di queste teorie e delle forme di governo che ne sono la conseguenza, allora, con la forza della loro unione e del denaro, gli ebrei imporranno la loro autocrazia, solida, forte e decisa, unita nella persona del monarca del sangue di Davide, imperniata sulla divisione gerarchica delle caste>>. La cabala era stata spezzata da un movimento << quale quello fascista, che denunciava linconsistenza pratica della parola libertà nel campo politico dove gli uomini sono in tal modo costruiti da trasformare la libertà loro accordata in anarchia>>, era ovvio dunque che <<Questo odio degli ebrei contro il Fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere lidea di dovere in un tempo non lontano essere lo schiavo degli ebrei?>> anticipando il noto ministro della Malesia afferma quindi che <<È certo una buona arma di propaganda presentare gli ebrei come un popolo di esseri ripugnanti o di avari strozzini, ma alle persone intelligenti è sufficiente presentarli come un popolo intelligente, astuto, tenace, deciso a giungere con qualunque mezzo al dominio del mondo. Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dellEuropa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù>>. Sia ben chiaro che non tutto quello che ha scritto Bocca è scorretto, posseggo dei libri suoi e non me ne dispiaccio. Pare però che un certo disequilibrio espressivo stia ritornando fuori nei suoi ultimi contributi sullEspresso. Non mi permetto di dare dei giudizi sulle ragioni di questa foga, può anche darsi che sia la passione a fare riemergere dei comportamenti eccessivi. Però quellabitudine giovanile sta riemergendo e non lasci tranquillo chi sta a questa tastiera. Disgraziatamente quando determinati peccati di gioventù riemergono bisogna essere particolarmente sul chi vive, pur rendendosi conto che nessuno può essere sempre inchiodato a quello che in tempi assai remoti scrisse.

Che Iddio ci perdoni, qualcuno (Marcello Marchesi) affermava che lo farà perché in fondo è il suo mestiere, ma in quegli anni era un coro di questo tipo da qualunque parte ci si voltasse. Modesto florilegio, di cui non ho potuto controllare tutto, ma poiché non sembrano esserci state contestazioni è approssimativamente attendibile [come vedete, diletti 24 è sempre messo una pulce su quello che è dubitabile]. Dal Corriere, 1-11-1938, Guido Piovene nella recensione del libro di Telesio Interlandi (fondatore e direttore "Difesa della Razza") "Contra Judeos":

"Si deve sentire d'istinto, e quasi per l'odore, quello che v'è di giudaico nella cultura. Gli ebrei possono essere solo nemici e sopraffattori della nazione che li ospita. Di sangue diverso e coscienti dei loro vincoli, non possono che collegarsi contro la razza ariana. L'enorme numero di posizioni eminenti occupate in Italia dagli ebrei è il risultato di una tenace battaglia".

Corriere sempre il 5-7-1941 - Curzio Malaparte: "Basta spingersi nei quartieri poveri (di Jassy: il pogrom di Jassy, in Romania, è costato la vita a settemila ebrei) per rendersi conto del pericolo sociale che rappresenta la enorme massa del proletariato giudaico. E' infatti dai miseri tuguri di quei quartieri che sono partite le prime fucilate contro i soldati"

Ma anche Aldo Moro non scherzava nel 1943 (secondo un articolo citato "Storia Illustrata, gennaio 1998, pag.45, che no ho controllato, ma di cui si trova traccia in rete):<<La razza è l'elemento biologico che, creando particolari affinità, condiziona l'individuazione del settore particolare dell'esperienza sociale, che è il primo elemento discriminativo (sottolineatura mia) della particolarità dello stato>>.

Ed il Benigno Zaccagnini, ultima faccia onesta della DC? Su SANTA MILIZIA (un settimanale, od una bestemmia?), 11 febbraio 1939 per festeggiare forse il decennale dei patti lateranensi in un articolo: <<Problemi razziali: il meticciato" - "La razza può considerarsi come un termine intermedio tra individuo e specie, cioè fra due termini opposti, intendendo la specie, nel suo significato biologico, come la somma di tutti gli individui capaci di dare fra loro incroci fecondi>>. Insomma se la cava, ma paga dazio. Più deciso il fondatore di Repubblica su ROMA FASCISTA, 24 9 1942 - EUGENIO SCALFARI: <<Gli imperi moderni quali siamo noi li concepiamo sono basati sul cardine "razza", escludendo pertanto l'estensione della cittadinanza da parte dello stato nucleo alle altre genti>>.

E vi state a scandalizzare che un terzo abbondante degli italiani abbia in cuor suo un atteggiamento da ascoltatore di al Jazzera?, ma se abbiamo questa roba da l tempo di Pio IX!

Oddio! I cugini translpini, mentre da nio Fini va a Gerusalemme si ritrovano oltre a Le Pen un certo Latrèche. Del primo sappamo tutti del secondo ci dice lUnità che è il capo di un partito islamista francese. Lorganizzatore politico dei magrebini. Questi due personaggi un tratto non speculare ma fraternamente condiviso lo hanno ed è lantisemitismo. Il primo recentemente ha bollato Gianfranco Fini, in visita in Israele, con il marchio del traditore: "Non è più dei nostri". Il secondo è in piena offensiva e sbandiera sempre secondo il giornale di F. Colombo da cui traggo la novella amicizia con tale Serge Thion, un negazionista. Latrèche predica il venerdì in una moschea di Strasburgo ed è considerato vicino agli hetzbollah sciìti,. Uno dei suoi slogan favoriti è "sionismo=nazismo". Sinalbera quando Chirac dice che gli ebrei sono in Francia da duemila anni: "Lei, presidente, crede che noi musulmani aspetteremo duemila anni?". Proclama che in Francia gli ebrei hanno tutto, gli arabi niente. Se la prende con "Le Monde", "giornale sionista diretto dalla Lega internazionale contro il razzismo e lantisemitismo". Le Monde è in dato di fatto piuttosto critico verso Israele.

Ad ogni modo anche da noi cè da preoccuparsi: secondo un sondaggio su un campione di 1.500 italiani effettuato dall'istituto Eurispes l'atteggiamento propriamente antisemita e' per fortuna molto marginale ma l'indagine <<L'opinione degli italiani sul conflitto israelo-palestinese e sulla questione mediorientale>> che è stata effettuata telefonicamente nel periodo che va dal 19 dicembre 2003 al 2 gennaio 2004 ha nel telefonicamente un limite ma presenta dati che sono preoccupanti. Se solo il 2,7% si dice d'accordo con la tesi negazionista secondo la quale "l'Olocausto non è mai accaduto", l'11,1% degli intervistati che si dichiara molto o abbastanza d'accordo con la tesi secondo la quale: "il genocidio degli ebrei è avvenuto realmente, ma non ha prodotto così tante vittime come si afferma di solito", e nel 34,1% che ritiene che gli ebrei controllino "in modo occulto" il potere economico e finanziario nonché i mezzi d'informazione.

Gli italiani sono fortemente critici (53,7%) nei confronti della politica del governo israeliano sulla questione palestinese e questo non è un male dato che lappoggio alla politica di ogni governo democratico è circa il 55% qualunque sia largomento, vedasi casa nostra. Se non stupisce il fatto che i nostri concittadini si dicono contrari (al 77,8%) alla costruzione di un muro di separazione tra israeliani e palestinesi mentre al 94% ne ammettono il diritto allesistenza cosa che fa parte della nota abitudine cerchiobottista del nostro paese. È da paese disinformato il fatto che ben il 35,9% si dice d'accordo con l'affermazione che "il governo di Sharon sta compiendo un vero e proprio genocidio e si comporta con i palestinesi come i nazisti si comportarono con gli ebrei". Cosa che è unidiozia.

Ma fatto questo viaggio nel passato che non passa torniamo allaltro corno del complotto demoplutogiudaico.

In un suo intervento ad unassemblea dei girotondini pare che Marco Travaglio abbia accusato "certa gente" di essersi "arricchita" durante il governo di Massimo DAlema. Arrivando al clou nella descrizione di palazzo Chigi come "una merchant bank dove non si parla inglese", nella quale "entrarono persone con le pezze al culo ed uscirono miliardarie" (l'intervento integrale è disponibile in audiovideo su Radioradicale.it). Ha precisato davere come obiettivo "certi personaggi (imprenditori o presunti tali) che trassero notevoli vantaggi da quella stagione. Lecitamente, mi auguro e credo, fino a prova contraria". Poiché arricchirsi lecitamente non solo non è un reato, ma neppure un comportamento moralmente censurabile se non in una dittatura stalinista, sarebbe bello capire cosa vuole. È ad ogni modo sintomatico che larricchimento torni a diventare, almeno nel nostro linguaggio un male in sé. Atteggiamenti di tale fatta fanno sì che mi paia oggi stiamo assistendo ad un fenomeno simile, di colore opposto forse ma della stessa natura, rispetto alla sintonia anticapitalista dei clericali e dei fascisti dellinizio dl secolo scorso. Con un certo accecamento culturale che scambia le cause con gli effetti Pietro Ichino in un editoriale del "Corriere della Sera" dellanno scorso ha sostenuto che la curia arcivescovile di Milano subisce "legemonia culturale e politica dellala sinistra sindacale" e di nulla capire del moderno funzionamento del mercato del lavoro. Allo stessi modo uno dei maggiori studiosi del liberalismo politico ed economico, ordinario di filosofia politica alluniversità ha dedicato al pensiero cattolico in questa materia una critica serrata, sostenendo, tra laltro che: <<Un esempio delle incomprensioni sulla natura e funzione del mercato concorrenziale può essere individuato negli scritti, autorevoli e influenti, del cardinale [Carlo Maria] Martini". Secondo questo studioso Martini riterrebbe che "alla comunità economica internazionale dovrebbe corrispondere una società civile internazionale capace di esprimere forme di soggettività economica e politica, ispirate alla solidarietà e alla ricerca del bene comune di tutto il globo", ragione per la quale "diventa importante favorire la realizzazione di un governo mondiale delleconomia". Questo sarebbe bellissimo qualora il cardinale appoggiasse una Lega delle Democrazie, assieme a M. Pannella, E. Bonino ed ai radicali. Purtroppo non facendolo non si comprende in base a cosa, se non ad un ipotetica infallibilità garantita dallo Spirito Santo un tale governo mondiale possa goda di "una conoscenza superiore" dei fini verso cui indirizzare il mercato, "stabiliti non si sa come", e pretenda che i propri principii, "soltanto per il fatto che vengono definiti etici, possano anche essere imposti con la forza". Il card. Martini è stato arcivescovo di Milano dal 1979 al 2002. Il suo successore, il cardinale Dionigi Tettamanzi, già come arcivescovo di Genova si era segnalato dando il suo appoggio al movimento anticapitalista e no global e non ha innovato in nulla, su questo terreno. A Milano sta proseguito sulla stessa linea, con una passione per "la povera gente" che ricorda quella di La Pira ma che appare sbagliata e fuori del tempo agli stessi esponenti della sinistra riformista.

La realtà è che nellavviso dellautore di questa nota siamo di fronte allo stesso fenomeno dellincarnazione politica dellantimodernismo religioso. Questo allinizio del XX secolo fu il fascismo, appoggiato mentre con il nazismo la chiesa fu sempre in rottura. Allinizio del XXI è il movimento no global, no logo, o no mia nonna in carriola.

Ossia il nuovo modo di interferire nella società da parte duna chiesa privata da un proprio potere temporale è tornato ad essere quelo dappoggiare i movimenti che anche se con motivazioni diverse si oppongono a quello che essa ritiene ideee sbagliate da sempre

Mettiamo in chiaro una cosa. Non è dovere costituzionale essere adoratori dl moderno. Pier Paolo Pasolini non lo era, ma se non lo adorava almeno non era schiavo dellamore del passato. Passato che come sappiamo tutti è il tempo (al di fuori della coniugazione dei verbi irregolari) più sicuro: lacqua passata non macina più, per tornare al fiume allinizio di questa pagina.

Ma una cosa è il preoccuparci di cosa stiamo perdendo rispetto a quello che sono poi semplicemente sogni ed unaltra è sognare mulini bianchi, dimenticando la fame nera dei bei tempi andati.

Tutto il resto sono altri mondi possibili, con carovane di pacifisti diretti in Israele (ma non credo a fare da scudi umani sugli autobus) Palestina, Iraq, Afganistan. Ed assoluta esclusione del Kashmir, dato che gli indipendentisti islamici o gli indiani li sparerebbero subito. Il resto è il pullman del pedalatore. La applicazione della dottrina sociale della chiesa, da sempre propalato da Alleanza Nazionale. E per quale ragione non quella dottrina sociale dellAyatollah Kamenei? Non cè nessuna ragione per pensare che le sue idee siano peggiori di quelle di Paolo VI, Leone XIII, o del papa attuale.

Ma non si creda che questi siano vizi solo della grande gerarchia. Una notevole distorsione di prospettiva capita anche al mio amico Piero, di cui ho trattato tempo addietro. La sua ultima riflessione della settimana è da agghiacciare il sangue. Scrive in Violenza e profezia: <<Il libro biblico di Amos si apre con una sezione costituita da otto oracoli di condanna, ciascuno dei quali rivolto a un determinato popolo. (Am 1,3-2,15). Essi sono introdotti dalla stessa clausola: "Così dice il Signore". Precisazione fondamentale: il profeta non ha alcuna autorità in proprio. Nessun individuo in quanto tale può emettere giudizi sulle collettività umane. . esse (le varie frasi che ho omesso) stanno a indicare che nessuno a parte il Signore può attuare quella punizione. Vi è un solo Giudice e questi non è umano, e nessun altro può prenderne il posto. Da questo tipo di lettura "nessuno tranne D. può giudicare Saddam Hussein" consegue, per il principio dellimmutabilità di D. il corollario nessuno può giudicare Mussolini, Hitler, Pol Pot, Milosevic. Sono proprio queste posizioni che mi fanno ritenere che sia necessario difendere la laicità del mondo, come universo politico, lasciando la massima libertà allindividuo come persona. Questo significa accettare contrariamente a Giorgio Bocca anche i guai combinati dai vari ragionieri di Collecchio, pur devitare i paradisi dei duri e puri, paradisi che avrebbero beatitudini così dure da renderli peggiori di parecchi inferni. Idea che era già del cattolicissimo Chesterton. Una bella descrizione ebraica della creazione del mondo è il ritiro della presenza divina da un angolo di sé stesso. La libertà del mondo richiede che gli uomini non la vanifichino cercando di tirargli la giacchetta per ricoprirsi. Ma molto spesso gli uomini di fede sono pronti ad offrire i peggiori servizi al loro creatore.

scritto da albertolupi alle ore 08:34 commenta    leggi commenti (0)
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albertolupi
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Sto leggendo...
  It's about a year the fight goes on with Il mulino del Po. I'vw ended the struggle with Tom Jones, and at the middle of Stendhal's masterwork Le rouge et le Noir
Ho visto...
  Preferred Movie: Casablanca (of course) 2nd place: Ciken Run Best Italian Movie: Pane e tulipani
Sto ascoltando...
  Bach's almost complete CD collection, estimated time 227 yrs.
Mi piacerebbe...
  I'd like some rich men or woman send me about 3 million dollars, euro and british pound also accepted as wuold be partial contributions: I wold buy a lot of Taverns to be trasformed in a sort of Theology Bookshop for Greek & latin text only: I like quet sorroundings.
Frase:
  "Ai profeti non piace il reale che superi ogni profezia: il mondo ha pi� risorse di noi" Peguy, �L�adeguamento del pensatore pi� profondo dell�epoca al passo assordante dei battaglioni bruni in marcia costituisce una sconfitta catastrofica della filosofia, una vergogna storica su scala mondiale, una bancarotta dello stesso pensiero filosofico� Hans Jonas su Heidegger, "Vous noterez que par le monde y a beaucoup plus de couillons que d�hommes. Noterete che nel mondo ci sono pi� coglioni che uomini." Rebelais, "Un uomo che cede bench� abbia ragione, o � saggio o � sposato." Edward Estlin Cummings, "Il progresso appare sempre pi� grande di quello che �" Wittgenstein, �Tota philosophorum vita commentatio mortis est (tutta la vita dei filosofi � una meditazione della morte)� Cicerone, �Anche i re, i filosofi defecano, e pure le dame� Montaigne, �Tout le malheur de l�homme vient d�une seule chose, qui est dene savoir pas demeurer au repos dans une chambre� Pascal, "L�adulto � nemico del bambino, avendo egli subito l�orrido processo di civilizzazione che ha annullato quanto era, un animale privo di educazione, di ogni senso morale" Roald Dahl, "Se non richiesto, anche il soccorso del buon samaritano � una violenza" Vittorio FELTRI Talk low, talk slow and don’t say too much. John Wayne

 


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